mercoledì 30 novembre 2011
"Anche il giro del mondo comincia con un semplice passo. E' una cosa
che i saggi ed i grandi viaggiatori conoscono bene. Per tutti loro spesso
l'importante per muoversi dalle protettive pareti di casa non è tanto la meta,
spesso insignificante, ma tutto quello che ti succede tra un punto e l'altro.
Un itinerario che spesso si traduce non in una linea retta ma in un arabesco di
incontri, emozioni, sorprese, e qualche inconveniente. Insomma, l'importante è
la strada."
Il portafortuna di Gandhi
Ti voglio dare in portafortuna.
Quando hai dei dubbi o quando l’egoismo ti assale, prova a pensare al volto dell’uomo più povero e più disperato che hai visto e chiediti se ciò che stai facendo gli può essere di aiuto.
I tuoi dubbi e il tuo egoismo se ne andranno.
“Niente ferisce, avvelena,
ammala, quanto la delusione.
Perché la delusione è un dolore che deriva sempre da una speranza svanita, una sconfitta che nasce sempre da una fiducia tradita cioè dal voltafaccia di qualcuno o qualcosa in cui credevamo. E a subirla ti senti ingannato, beffato, umiliato. La vittima d'una ingiustizia che non t'aspettavi, d'un fallimento che non meritavi. Ti senti anche offeso, ridicolo, sicché a volte cerchi la vendetta. Scelta che può dare un po' di sollievo, ammettiamolo, ma che di rado s'accompagna alla gioia e che spesso costa più del perdono.” Oriana Fallaci
Perché la delusione è un dolore che deriva sempre da una speranza svanita, una sconfitta che nasce sempre da una fiducia tradita cioè dal voltafaccia di qualcuno o qualcosa in cui credevamo. E a subirla ti senti ingannato, beffato, umiliato. La vittima d'una ingiustizia che non t'aspettavi, d'un fallimento che non meritavi. Ti senti anche offeso, ridicolo, sicché a volte cerchi la vendetta. Scelta che può dare un po' di sollievo, ammettiamolo, ma che di rado s'accompagna alla gioia e che spesso costa più del perdono.” Oriana Fallaci
“La capacità di stare soli è la
capacità di amare. Potrebbe sembrarti paradossale, ma non lo è. E' una verità
esistenziale: solo coloro che sono capaci di stare soli sono capaci di amare,
di condividere, di arrivare fino all'essenza più intima di una persona: senza
possederla e senza diventarne dipendenti, senza ridurla a una cosa e senza
dipendere da lei, senza esserne assuefatti”
Osho
Osho
"Fin dall'infanzia ci hanno
trasmesso l'idea che tra moglie e marito c'è sempre armonia, che tutto va
sempre bene, che si sta sempre insieme, ci si ama continuamente. Tutta questa
ideologia costituisce il problema: la verità è che i due partner sono individui
differenti. Se ami qualcuno, devi comprendere che la persona... che ami non è
la tua ombra: ha la propria individualità"
Osho
Osho
Apri l’occhio giusto e vedrai con
chiarezza.
Smetti di ascoltare e sentirai la verità.
Resta in silenzio e il tuo cuore potrà cantare.
Non cercare il contatto e troverai l'Unione.
Sii quieto e ti muoverai sull'onda dello spirito.
...Sii delicato e non avrai bisogno di forza.
Sii paziente e compirai ogni cosa.
Sii umile e manterrai la tua integrità.
Smetti di ascoltare e sentirai la verità.
Resta in silenzio e il tuo cuore potrà cantare.
Non cercare il contatto e troverai l'Unione.
Sii quieto e ti muoverai sull'onda dello spirito.
...Sii delicato e non avrai bisogno di forza.
Sii paziente e compirai ogni cosa.
Sii umile e manterrai la tua integrità.
I DIRITTI IMPRESCINDIBILI DEL LETTORE
1) Il diritto di non leggere
2) Il diritto di saltare le pagine
3) Il diritto di non finire il libro
4) Il diritto di rileggere
5) Il diritto di leggere qualsiasi cosa
6) Il diritto al bovarismo (malattia testualmente contaggiosa)
7) Il diritto di leggere ovunque
8) Il diritto di spizzicare
9) Il diritto di leggere ad alta voce
10) Il diritto di tacere
DANIEL PENNAC
Per chi vuole partire
ma anche un po' restare
c'è il treno elastico:
il primo vagone
giunge a destinazione
ma l'ultimo rimane alla stazione
Per chi vuole partire
ma anche un po' tornare
c'è il treno elastico.
Si siede in testa al treno
e va lontano
e poi se ha nostalgia
attraversa i vagoni fino in coda
e torna alla partenza piano piano.
ma anche un po' restare
c'è il treno elastico:
il primo vagone
giunge a destinazione
ma l'ultimo rimane alla stazione
Per chi vuole partire
ma anche un po' tornare
c'è il treno elastico.
Si siede in testa al treno
e va lontano
e poi se ha nostalgia
attraversa i vagoni fino in coda
e torna alla partenza piano piano.
Io vorrei che sulla Luna
ci si andasse in bicicletta
per vedere se anche lassù
chi va piano non va in fretta.
Io vorrei che sulla Luna
ci si andasse in micromotore
per vedere se anche lassù
chi sta zitto non fa rumore.
Io vorrei che sulla Luna
ci si andasse in accelerato
per vedere se anche Iassù
chi non mangia la domenica
ha fame il lunedì...
Gianni Rodari
ci si andasse in bicicletta
per vedere se anche lassù
chi va piano non va in fretta.
Io vorrei che sulla Luna
ci si andasse in micromotore
per vedere se anche lassù
chi sta zitto non fa rumore.
Io vorrei che sulla Luna
ci si andasse in accelerato
per vedere se anche Iassù
chi non mangia la domenica
ha fame il lunedì...
Gianni Rodari
«Ho scoperto che l'uomo è pieno
di sorprese, e anche di contraddizioni. Ci ho molto pensato. Ma in realtà il
mio viaggio non è mai finito. Non esiste un termine. Al fondo di tutto c'è
l'universo, l'immensità. Chissà fin dove può arrivare... A volte mi è sembrato
davvero di essere riuscito a dare uno sguardo al di là della dimensione in cui
siamo calati. Certo, è difficile da spiegare. Ma in fondo è bene che un po' di
mistero rimanga: guai a distruggerlo, rovineremo il senso della vita. E poi il
mistero era e rimane un invito alla scoperta».
Walter Bonatti, 2008 (da un'intervista di Roberto Mantovani)
Walter Bonatti, 2008 (da un'intervista di Roberto Mantovani)
"Viaggiare ti allunga la vita,la riempie di volti e di paesaggi,di
canti e di suoni e di orizzonti che ignoravi. Conosci dei vigliacchi che devono
vivere da coraggiosi,e uomini coraggiosi costretti a vivere da vigliacchi. Le
tue vecchie idee crollano e ne nascono di nuove.E viaggiare è ballare,come
giustamente dicono i Chichewa, adattare il tuo passo a quello degli
altri,girando nel vuoto seguendo suoni e ritmi che non conoscevi,sordo a tutto
quanto non sia la melodia di una canzone fino ad allora sconosciuta. Javier
Reverte "Vagabondo in Africa"
"Colui che desidera una vita
libera non può accumulare ricchezze dagli affari, visto che questo non è facile
senza piegarsi al servizio delle folle e dei potenti, mentre egli possiede già
tutto in inesauribile abbondanza. Se la vita libera porta a caso con sé molte
ricchezze, anche queste possono facilmente essere condivise con i vicini per
ottenerne la benevolenza."
Epicuro
Epicuro
Autoritratto di un reporter - Ryszard Kapuściński
"Il mio destinatario ideale è una persona giovane, curiosa del mondo e desiderosa di conoscerlo, anche se la vita non gli permette di vederlo personalmente. Nel momento in cui legge il mio libro, è animata appunto da questo stesso desiderio di conoscenza. E' intelligente, ha letto molto, ha una sensibilità sviluppata. Ecco il modello di lettore per il quale scrivo."
Descrizione del libro:
Da un materiale di migliaia di pagine e di oltre cento conversazioni, è stata ricavata una scelta, distribuita tematicamente in varie sezioni: le origini di Kapuscinski, le ragioni che lo hanno portato a scegliere la professione di reporter, il suo approccio alla materia, la sua visione del mestiere, il modo di scrivere, gli stili adottati, le tematiche dei singoli libri, la profonda trasformazione del mestiere di reporter rispetto all'epoca in cui non imperversavano i media. Questo libro è un'occasione per comprendere i ferri del mestiere di un grande reporter e il modo di adoperarli sia dal punto di vista tecnico che morale. Per conoscere la profonda etica umana e ontologica di un uomo cresciuto nella miseria più nera che nel suo lavoro mette al primo posto la comprensione e il rispetto per le sofferenze degli altri. Dietro alla professionalità di Kapuscinski sta infatti qualcosa di molto speciale, di mite e nello stesso tempo durissimo: la vocazione.
Descrizione del libro:
Da un materiale di migliaia di pagine e di oltre cento conversazioni, è stata ricavata una scelta, distribuita tematicamente in varie sezioni: le origini di Kapuscinski, le ragioni che lo hanno portato a scegliere la professione di reporter, il suo approccio alla materia, la sua visione del mestiere, il modo di scrivere, gli stili adottati, le tematiche dei singoli libri, la profonda trasformazione del mestiere di reporter rispetto all'epoca in cui non imperversavano i media. Questo libro è un'occasione per comprendere i ferri del mestiere di un grande reporter e il modo di adoperarli sia dal punto di vista tecnico che morale. Per conoscere la profonda etica umana e ontologica di un uomo cresciuto nella miseria più nera che nel suo lavoro mette al primo posto la comprensione e il rispetto per le sofferenze degli altri. Dietro alla professionalità di Kapuscinski sta infatti qualcosa di molto speciale, di mite e nello stesso tempo durissimo: la vocazione.
Buongiorno a te - Luciano Pavarotti
http://www.youtube.com/watch?v=4Gb5HnOq6Q4
Buongiorno a questo giorno che si sveglia oggi con me,
buongiorno al latte ed al caffè,
buongiorno a chi non c'è...
... e al mio amore buongiorno per dirle
che è lei,
che per prima al mattino veder'io vorrei
È un giorno nuovo e spero che sia buono
anche per te.
Buongiorno voce, vita mia, buongiorno Fantasia,
Buongiorno Musica che sei l'oblio dei giorni miei...
... e a coloro che aiutan chi non ce la fa,
per donar loro un giorno che migliorerà...
È un giorno nuovo, e poi chissà, se il mondo
cambierà e ballerà.
Come un walzer, la vita danzarla dovrai,
è un vestito da sera che tu indosserai,
è una festa con mille invitati, un po' belli
e un po' odiati, con cui ballerai.
Ma è danzando la vita che tu imparerai
che ogni grande proposito è un passo che fai!
È un giorno nuovo anche per te,
festeggialo
con me!
Buongiorno cari figli mei, buongiorno a tutti voi !
Pensate al giorno che verrà come una novità,
Ed un dono inatteso che vi arricchirà,
di una nuova esperienza che si può ballar.
E un passo nuovo e un altro ancor, e il
mondo cambierà e ballerà.
Come un walzer, la vita danzarla dovrai,
è un vestito da sera che tu indosserai,
è una festa con mille invitati, un po' belli
e un po' odiati, con cui ballerai.
Ma è danzando la vita che tu imparerai
che ogni grande proposito è un passo che fai!
È un giorno nuovo anche per te,
festeggialo
con me !
Ma è danzando la vita che tu imparerai
che ogni grande proposito è un passo che fai,
È un giorno nuovo e prego che sia tutto
da ballar con te
Canzone popolare yiddish
Ehi tu ragazza dimmi se sai
cosa puo' nascere anche senz'acqua,
cosa puo' ardere senza estinzione,
e soffre e piange senza le lacrime.
Sciocco ragazzo, cosa mi chiedi?
Senz'acuqa crescere potra' una pietra,
senza estinzione brucia l'amore
e senza lascrime soffre e piange un cuore.
cosa puo' nascere anche senz'acqua,
cosa puo' ardere senza estinzione,
e soffre e piange senza le lacrime.
Sciocco ragazzo, cosa mi chiedi?
Senz'acuqa crescere potra' una pietra,
senza estinzione brucia l'amore
e senza lascrime soffre e piange un cuore.
Sul lungomare del mondo - Jovanotti
Grazie L.D.
http://www.youtube.com/watch?v=3ryAObKsCqk&feature=related
Disorientato
Da oggi chiudo i conti col passato
I passi fatti e quelli che farò
Da oggi ogni giorno nascerò da zero
Non mi han convinto i pessimisti no
Non mi han convinto i disonesti no
Non son persuaso dai persuasori no
Io seguo il ritmo dei lampioni sul lungomare del mondo
E i bar che passan le canzoni
Sono tranquillo la pioggia poi fa posto al tempo bello
Così è da sempre e sempre resterà
E tutto cambia e tutto cambierà ancora
Dov’è finito il mio stupore oh?
Cosa s’impara dal dolore non so
Ma credo ancora
Che tutto un senso ha
E seguo il ritmo dei lampioni sul lungomare del mondo
del mondo
Disorientato
Da oggi chiudo i conti col passato
e conta solo quello che farò
da oggi ogni giorno io vivrò davvero
Dov’è finito il mio stupore oh?
Cosa s’impara dal dolore non so
Ma credo ancora
Che tutto un senso ha
E seguo il ritmo dei lampioni sul lungomare del mondo
E seguo il volo dei gabbiani sul lungomare del mondo
E cerco un posto dove stendermi e guardar le stelle con te insieme a te
E tu, che stella sei?
http://www.youtube.com/watch?v=3ryAObKsCqk&feature=related
Disorientato
Da oggi chiudo i conti col passato
I passi fatti e quelli che farò
Da oggi ogni giorno nascerò da zero
Non mi han convinto i pessimisti no
Non mi han convinto i disonesti no
Non son persuaso dai persuasori no
Io seguo il ritmo dei lampioni sul lungomare del mondo
E i bar che passan le canzoni
Sono tranquillo la pioggia poi fa posto al tempo bello
Così è da sempre e sempre resterà
E tutto cambia e tutto cambierà ancora
Dov’è finito il mio stupore oh?
Cosa s’impara dal dolore non so
Ma credo ancora
Che tutto un senso ha
E seguo il ritmo dei lampioni sul lungomare del mondo
del mondo
Disorientato
Da oggi chiudo i conti col passato
e conta solo quello che farò
da oggi ogni giorno io vivrò davvero
Dov’è finito il mio stupore oh?
Cosa s’impara dal dolore non so
Ma credo ancora
Che tutto un senso ha
E seguo il ritmo dei lampioni sul lungomare del mondo
E seguo il volo dei gabbiani sul lungomare del mondo
E cerco un posto dove stendermi e guardar le stelle con te insieme a te
E tu, che stella sei?
martedì 29 novembre 2011
Il Viaggio del Muffin
In una bella giornata autunnale, un lunedì mattina per l’esattezza, in ufficio arrivano i Muffin.
Buona visione.
@tutti i diritti sono riservati
Il mitico JJ è assente, i dolcetti sono anche per lui…. E per farglielo sapere, creo questo bellissimo video.
Grazie a chi ha collaborato per la realizzazione.
@tutti i diritti sono riservati
Etichette:
Di mio pugno,
Video
Ubicazione:
Roma, Italia
Rossetto E Cioccolato - Ornella Vanoni
bella canzone.
http://youtu.be/eFRqQuxN11o
molta pazienza
sciroppo di lampone
e un filo di incoscienza
ci vuole farina
del proprio sacco
sensualità latina
e un minimo distacco
si fa così
rossetto e cioccolato
che non mangiarli sarebbe un peccato
si fa così
si cuoce a fuoco lento
mescolando con sentimento
le calze nere
il latte bianco
e già si può vedere
che piano sta montando
é quasi fatta
zucchero a velo
la gola soddisfatta
e nella stanza il cielo
si fa così
per cominciare il gioco
e ci si mastica poco a poco
si fa così
è tutto apparecchiato
per il cuore e per il palato
sarà bello bellissimo travolgente
lasciarsi vivere totalmente
dolce dolcissimo e sconveniente
coi bei peccati succede sempre
ci vuole fortuna perché funzioni
i brividi alla schiena
e gli ingredienti buoni
è quasi fatta
zucchero a velo
la gola soddisfatta
e nella stanza il cielo
si fa così
per cominciare il gioco
e ci si mastica poco a poco
si fa così
è tutto apparecchiato
per il cuore e per il palato
sarà bello bellissimo travolgente
lasciarsi vivere totalmente
dolce dolcissimo e sconveniente
coi bei peccati succede sempre
http://youtu.be/eFRqQuxN11o
Rossetto E Cioccolato
Ci vuole passionemolta pazienza
sciroppo di lampone
e un filo di incoscienza
ci vuole farina
del proprio sacco
sensualità latina
e un minimo distacco
si fa così
rossetto e cioccolato
che non mangiarli sarebbe un peccato
si fa così
si cuoce a fuoco lento
mescolando con sentimento
le calze nere
il latte bianco
e già si può vedere
che piano sta montando
é quasi fatta
zucchero a velo
la gola soddisfatta
e nella stanza il cielo
si fa così
per cominciare il gioco
e ci si mastica poco a poco
si fa così
è tutto apparecchiato
per il cuore e per il palato
sarà bello bellissimo travolgente
lasciarsi vivere totalmente
dolce dolcissimo e sconveniente
coi bei peccati succede sempre
ci vuole fortuna perché funzioni
i brividi alla schiena
e gli ingredienti buoni
è quasi fatta
zucchero a velo
la gola soddisfatta
e nella stanza il cielo
si fa così
per cominciare il gioco
e ci si mastica poco a poco
si fa così
è tutto apparecchiato
per il cuore e per il palato
sarà bello bellissimo travolgente
lasciarsi vivere totalmente
dolce dolcissimo e sconveniente
coi bei peccati succede sempre
venerdì 25 novembre 2011
Libreria - MIA
se hai voglia di sbirciare nella mia libreria....
eccola ....
http://www.anobii.com/vincenzolembo/books
sarò felice di consigliarti.
eccola ....
http://www.anobii.com/vincenzolembo/books
sarò felice di consigliarti.
La carovana del sale - Elena Dak
fai un viaggio nel deserto.... inizia con questo libro.. vedrai, ti lascerà senza fiato e vorrai fare questa fantastica esperienza.
la polvere gialla entrerà nel tuo cuore e sarà difficile eliminarla. Inizierai a girare il mondo per trovarla, o sarà lei a cercarti.
Descrizione Libro:
Ogni anno, tra l'autunno e l'inverno, i tuareg dell'Air, nel nord del Niger, attraversano il Ténéré verso le saline e le oasi di Bilma e di Fachi con centinaia di dromedari per andare a rifornirsi di sale e di datteri che poi trasporteranno nei paesi del sud per scambiarli con miglio, il cereale sul quale si basa la loro alimentazione. Sono le leggendarie "carovane del sale", che ripercorrono da tempo immemorabile gli stessi itinerari con gli stessi rituali. Da tempo Elena sognava di partecipare a quella straordinaria avventura. Il caso gliene fornì l'occasione e nell'autunno del 2005 si unì a una carovana di 30 uomini con 300 dromedari. Un privilegio non comune, da meritarsi giorno per giorno con grandi fatiche che, nonostante si fosse allenata con impegno, si rivelarono ancor più severe del previsto. Ma niente, neppure la malaria contratta durante il viaggio, riuscì a compromettere la grande avventura.
la polvere gialla entrerà nel tuo cuore e sarà difficile eliminarla. Inizierai a girare il mondo per trovarla, o sarà lei a cercarti.
Descrizione Libro:
Ogni anno, tra l'autunno e l'inverno, i tuareg dell'Air, nel nord del Niger, attraversano il Ténéré verso le saline e le oasi di Bilma e di Fachi con centinaia di dromedari per andare a rifornirsi di sale e di datteri che poi trasporteranno nei paesi del sud per scambiarli con miglio, il cereale sul quale si basa la loro alimentazione. Sono le leggendarie "carovane del sale", che ripercorrono da tempo immemorabile gli stessi itinerari con gli stessi rituali. Da tempo Elena sognava di partecipare a quella straordinaria avventura. Il caso gliene fornì l'occasione e nell'autunno del 2005 si unì a una carovana di 30 uomini con 300 dromedari. Un privilegio non comune, da meritarsi giorno per giorno con grandi fatiche che, nonostante si fosse allenata con impegno, si rivelarono ancor più severe del previsto. Ma niente, neppure la malaria contratta durante il viaggio, riuscì a compromettere la grande avventura.
Il paese delle stelle nascoste - Sara Yalda
L'Iran è un paese affascinante, una donna che torna in patria dopo tanto tempo e trova tutto cambiato. Da leggere
Descrizione del libro:
Per tutta la vita, Sara non ha tatto che fuggire: dalla sua infanzia, dal suo paese, da suo padre. È arrivata persine a cambiarsi il nome. Sara. Due sillabe facili per cancellare i suoni dissonanti di Afsaneh. Ha giocato a essere qualcun altro, per integrarsi ed essere accettata. Ma a forza di conformarsi, un giorno ha compreso che non sapeva più chi era. Per questo, dopo 27 anni, decide di tornare in Iran. Il mondo cosmopolita della sua infanzia non c'è più. Ora sull'aereo della Iranair l'altoparlante esordisce con "nel nome di Dio clemente e misericordioso" e su ogni sedile una bussola indica la direzione della Mecca. Ma poi, quello che Sara trova, è un mondo schizofrenico, che in superficie si adegua ai precetti fondamentalisti, ma sotto li trasgredisce tutti. I giovani fanno feste, bevono, guardano film proibiti, si raccontano barzellette sul presidente, e le donne sotto il velo indossano minigonne e abiti attillati, si truccano, criticano e resistono. Anche se i rischi non mancano, e può succedere che a una ragazza sorpresa a una festa durante un'irruzione di polizia venga inflitta una pena di 70 frustate e l'umiliazione del controllo dell'imene. Straniera nel suo paese, Sara cerca di decifrare l'Iran, e intanto va alla ricerca del suo passato.
Descrizione del libro:
Per tutta la vita, Sara non ha tatto che fuggire: dalla sua infanzia, dal suo paese, da suo padre. È arrivata persine a cambiarsi il nome. Sara. Due sillabe facili per cancellare i suoni dissonanti di Afsaneh. Ha giocato a essere qualcun altro, per integrarsi ed essere accettata. Ma a forza di conformarsi, un giorno ha compreso che non sapeva più chi era. Per questo, dopo 27 anni, decide di tornare in Iran. Il mondo cosmopolita della sua infanzia non c'è più. Ora sull'aereo della Iranair l'altoparlante esordisce con "nel nome di Dio clemente e misericordioso" e su ogni sedile una bussola indica la direzione della Mecca. Ma poi, quello che Sara trova, è un mondo schizofrenico, che in superficie si adegua ai precetti fondamentalisti, ma sotto li trasgredisce tutti. I giovani fanno feste, bevono, guardano film proibiti, si raccontano barzellette sul presidente, e le donne sotto il velo indossano minigonne e abiti attillati, si truccano, criticano e resistono. Anche se i rischi non mancano, e può succedere che a una ragazza sorpresa a una festa durante un'irruzione di polizia venga inflitta una pena di 70 frustate e l'umiliazione del controllo dell'imene. Straniera nel suo paese, Sara cerca di decifrare l'Iran, e intanto va alla ricerca del suo passato.
Ci sono bambini a zigzag - David Grossman
vorrei essere il giovane Nono, rapito per fare un bel viaggio e conoscere.... non stancarsi mai di conoscere e sapere.
uno dei miel libri preferiti.
Descrizione del libro:
Per i suoi 13 anni, a Nono viene offerto un viaggio in treno da Gerusalemme adHaifa. A organizzarlo sono il padre, un celebre detective, e la sua compagna.Ma il viaggio si trasforma in una serie di imprevisti e avventure orchestrateda clown, mangiatori di fuoco, e dall'elegantissimo Felix, un ladrointernazionale che rapisce Nono e, su una favolosa Bugatti, lo porta aconoscere la grande diva Lola. Perché quei due mostrano di sapere tante cosesu sua madre? Nono ne è ovviamente affascinato e li seguirà in altrefantastiche avventure prima di scoprire che si tratta dei nonni che non ha maiconosciuto. Da loro verrà finalmente a sapere la vera storia dei suoigenitori.
Parafrasando
Stormi di uccelli neri
come esuli pensieri...
CHE TI CAGANO ADDOSSO.
come esuli pensieri...
CHE TI CAGANO ADDOSSO.
Etichette:
Parafrasando
Ubicazione:
Roma, Italia
Scialla! (Stai sereno)
Questa storia mi ha proprio colpito, un prof sciatto, un padre.... un pò così... e il genio della madre che mette in condizioni ... padre e figlio di frequentarsi.
Musica, proprio azzeccata, e poi il repper di origine egiziana (se non erro) è bravo.
sotto la trama.
Un film di Francesco Bruni. Con Fabrizio Bentivoglio, Barbora Bobulova, Filippo Scicchitano, Giuseppe Guarino, Prince Manujibeya.
Bruno Beltrame ha tirato i remi in barca, e da un bel po’. Del suo antico talento di scrittore è rimasto quel poco che gli basta per scrivere su commissione “i libri degli altri”, le biografie di calciatori e personaggi della televisione (attualmente sta scrivendo quella di Tina, famosa pornostar slovacca divenuta produttrice di film hard); la sua passione per l’insegnamento ha lasciato il posto a uno svogliato tran-tran di ripetizioni a domicilio a studenti altrettanto svogliati, fra i quali spicca il quindicenne Luca, ignorante come gli altri, ma vitale ed irriverente. Un bel giorno la madre del ragazzo si fa viva, come un fantasma dal passato, con una rivelazione che butta all’aria la vita di Bruno: Luca è suo figlio, un figlio di cui ignorava l’esistenza. Non solo: la donna è in procinto di partire per un lavoro di sei mesi da cooperante in Africa, e il ragazzo non può e non vuole certo seguirla laggiù. La donna chiede a Bruno di ospitare a casa sua il ragazzo, e di prendersi cura di lui, ma senza rivelargli la sua vera identità.
Inizia così la vicenda del film di un ottimo sceneggiatore che un produttore illuminato come Beppe Baschetto ha finalmente fatto alzare dalla sedia collocata davanti al computer per metterlo al comando di quella ciurma (che immaginiamo divertente e divertita) che ha realizzato un film che trova una sua collocazione originale nel panorama del cinema italiano contemporaneo. Perché Francesco Bruni non vuole proporci l’ennesima commedia generazionale, non vuole spacciarci volgarità a buon mercato ma nemmeno propinarci un’opera prima ‘autoriale’. Vuole qualcosa di più e di diverso. Ci vuole innanzitutto ricordare che una sceneggiatura che funzioni ha bisogno di un costante ancoramento alla realtà. Bruni racconta un adolescente ‘vero’ non un ragazzo immaginato al chiuso di una stanza e poi riversato sulla tastiera di un iPad. Così come nell’inedia di Beltrame ritrae una parte di questa nostra società italiana che si è ormai ritratta, per perdita di fiducia anche nelle proprie capacità, dall’interazione.
L’incontro tra Bruno e Luca cambia tutti e due ma senza che sia necessario spingere sull’acceleratore della commozione che la relazione padre non conosciuto/figlio avrebbe potuto suggerire. Molto più semplicemente ed efficacemente Scialla! ci dimostra e dimostra che anche l’adolescente più recalcitrante e apparentemente impermeabile a ogni stimolo che vada al di là dei bisogni primari è alla ricerca (molto spesso inconsapevole) di una guida. Nel film non c’è mai un momento in cui si possa individuare il benché minimo sentore di un atteggiamento predicatorio. Eppure riesce a ricordarci quanto famiglia e scuola debbano trovare una convergenza d’intenti che abbia al centro i ragazzi. Sempre più difficili da comprendere ma forse proprio per questo più bisognosi di sostegno. Lo fa con il romanesco brillante di Luca e con il veneto (meglio ancora:il padovano) sornione di Bruno. Facendoci ridere e sorridere ma con i neuroni in attività.
Musica, proprio azzeccata, e poi il repper di origine egiziana (se non erro) è bravo.
sotto la trama.
Un film di Francesco Bruni. Con Fabrizio Bentivoglio, Barbora Bobulova, Filippo Scicchitano, Giuseppe Guarino, Prince Manujibeya.
continua»
Commedia,
durata 95 min.
- Italia 2011.Bruno Beltrame ha tirato i remi in barca, e da un bel po’. Del suo antico talento di scrittore è rimasto quel poco che gli basta per scrivere su commissione “i libri degli altri”, le biografie di calciatori e personaggi della televisione (attualmente sta scrivendo quella di Tina, famosa pornostar slovacca divenuta produttrice di film hard); la sua passione per l’insegnamento ha lasciato il posto a uno svogliato tran-tran di ripetizioni a domicilio a studenti altrettanto svogliati, fra i quali spicca il quindicenne Luca, ignorante come gli altri, ma vitale ed irriverente. Un bel giorno la madre del ragazzo si fa viva, come un fantasma dal passato, con una rivelazione che butta all’aria la vita di Bruno: Luca è suo figlio, un figlio di cui ignorava l’esistenza. Non solo: la donna è in procinto di partire per un lavoro di sei mesi da cooperante in Africa, e il ragazzo non può e non vuole certo seguirla laggiù. La donna chiede a Bruno di ospitare a casa sua il ragazzo, e di prendersi cura di lui, ma senza rivelargli la sua vera identità.
Inizia così la vicenda del film di un ottimo sceneggiatore che un produttore illuminato come Beppe Baschetto ha finalmente fatto alzare dalla sedia collocata davanti al computer per metterlo al comando di quella ciurma (che immaginiamo divertente e divertita) che ha realizzato un film che trova una sua collocazione originale nel panorama del cinema italiano contemporaneo. Perché Francesco Bruni non vuole proporci l’ennesima commedia generazionale, non vuole spacciarci volgarità a buon mercato ma nemmeno propinarci un’opera prima ‘autoriale’. Vuole qualcosa di più e di diverso. Ci vuole innanzitutto ricordare che una sceneggiatura che funzioni ha bisogno di un costante ancoramento alla realtà. Bruni racconta un adolescente ‘vero’ non un ragazzo immaginato al chiuso di una stanza e poi riversato sulla tastiera di un iPad. Così come nell’inedia di Beltrame ritrae una parte di questa nostra società italiana che si è ormai ritratta, per perdita di fiducia anche nelle proprie capacità, dall’interazione.
L’incontro tra Bruno e Luca cambia tutti e due ma senza che sia necessario spingere sull’acceleratore della commozione che la relazione padre non conosciuto/figlio avrebbe potuto suggerire. Molto più semplicemente ed efficacemente Scialla! ci dimostra e dimostra che anche l’adolescente più recalcitrante e apparentemente impermeabile a ogni stimolo che vada al di là dei bisogni primari è alla ricerca (molto spesso inconsapevole) di una guida. Nel film non c’è mai un momento in cui si possa individuare il benché minimo sentore di un atteggiamento predicatorio. Eppure riesce a ricordarci quanto famiglia e scuola debbano trovare una convergenza d’intenti che abbia al centro i ragazzi. Sempre più difficili da comprendere ma forse proprio per questo più bisognosi di sostegno. Lo fa con il romanesco brillante di Luca e con il veneto (meglio ancora:il padovano) sornione di Bruno. Facendoci ridere e sorridere ma con i neuroni in attività.
Iscriviti a:
Post (Atom)